sleeponline.it: 1. La prima notte del mondo
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1. La prima notte del mondo
Secondo Igino, bibliotecario coltissimo dell'imperatore Augusto, all'inizio di ogni cosa non c'era che la caligine, il buio senza contorni, l'oscurità totale. Poi però dalla nera caligine, e chissà per quale prodigio, si originò il Caos, che altro non era che la materia senza ordine e forma in cui, in una specie di turbine, volavano i semi di tutte le cose. Ecco, prima tra queste fu la Notte. Scrive Igino: "Dalla Caligine nacque Caos. Da Caos e Caligine nacquero Notte, Giorno, Erebo, Etere". Nella cosmogonia allora terza fu la notte e quarto venne il giorno. "Mai sapremo chi forgiò la parola/ per l'intervallo d'ombra/ che divide i due crepuscoli./ Mai sapremo in che secolo fu cifra/ dello spazio stellato". (Jorge Luis Borges, Storia della notte, vv. 1-10). Se dalla mitologia si passa alla scienza le cose non cambiano molto. L'universo è vivo, dicono gli scienziati, tra esplosioni continue di gas che si tramutano in materia, di gas che prendono la forma di stelle luminose in fuga, chi sostiene verso l'infinito e chi, come Einstein, verso i margini estremi di una grande ruota finita che gira su se stessa in eterno. In una di queste formazioni, meno luminosa delle altre ma non così lontana da una stella luminosissima, che chiamano Sole, ci siamo evoluti nel solito divenire dal buio alla luce più o meno come già ci aveva rivelato Igino. E' da qui che si capisce che la vita in sé è buona, che buono lo è in sé il mondo, perché nella nostra origine c'è sempre una notte che diventa giorno, il buio (Erebo) che si fa luce (Etere). All'inizio degli inizi questo era, e la prima notte del mondo, senza che lo si dovesse specificare, come accadrà in seguito, fu da subito una buona notte.

Visual: Van Gogh, Notte stellata, 1889, New York, Museo di Arte Moderna.


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