5. Mme Bathilde e i suoi doni per la buona notte

Niente sa come le buone letture rendere buona la notte. C'è un passo straordinario della Recherche di Proust al riguardo. E' sera, si è a Combray e a cena si attende il signor Swann. Marcel sa che quella sera il bacio della buona notte della mamma, così atteso da lui, non sarebbe arrivato. Ma senza quel bacio di buona notte, Marcel non riesce a prendere sonno e, sfidando l'ira del padre, attende che l'ospite se ne vada e che la madre, salendo, possa offrirgli la tanto desiderata buona notte. Ma quanto aveva previsto non accade. Anziché ricevere un rimprovero, ottiene una concessione straordinaria. La mamma può trascorrere tutta la notte con lui, leggendogli Francois le Champi di George Sand, il libro che la nonna, l'adorabile signora Bathilde, gli aveva regalato per il compleanno, secondo uno dei suoi più radicati principi: "ella non si rassegnava mai a comperare niente da cui non si potesse trarre un profitto intellettuale, e anzitutto quello che ci procurano le cose belle, insegnandoci a cercare il nostro piacere fuori delle soddisfazioni di benessere e di vanità".
Ecco, la lettura capace di questi piaceri fa che il sonno venga più facile e che la notte ritorni a essere quella prima notte che fu all'origine e da cui noi sappiamo che la vita in sé è buona, che buono lo è in sé il mondo, perché la notte è il buio (Erebo) che si farà giorno, luce (Etere).
Visual: Eugéne Delacroix, Esiodo e la musa, Cupola della poesia, part. Bib. Palazzo Borbone, Parigi.
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