sleeponline.it: I “sonniferi” profumati
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I “sonniferi” profumati
Da foglie, fiori, semi e bucce. Ma anche da cortecce, radici e resine di tante piante si ottengono (per distillazione o per spremitura) gli oli essenziali, sostanze piene di proprietà terapeutiche. Anche se molti di quelli impiegati dall’industria cosmetica sono di sintesi, perché meno costosi, in aromaterapia si devono usare solo quelli naturali che agiscono applicati sulla pelle, per via orale o respiratoria. Quest’ultima è la soluzione più indicata per risolvere i disturbi legati al sonno: infatti, è proprio attraverso il naso (e, quindi, l’olfatto) che gli oli raggiungono direttamente il cervello senza passare attraverso il sistema nervoso come avviene negli altri casi. Questa “scorciatoia” spiega anche il perché hanno un effetto immediato.
Quali scegliere
Tra gli oli essenziali rilassanti e “soporiferi” ci sono: l’angelica, i fiori di camomilla, la buccia di arancio e di mandarino, la mirra, il bergamotto, il lemongrass, i semi di carota, le foglie di mellissa, la corteccia di sandalo, i fiore di tiglio, gelsomino e rosa, la maggiorana, il basilico, il geranio e la citronella. La scelta dipende dal gusto personale, ma è sempre bene chiedere consiglio a un esperto. Soprattutto se volete creare combinazioni particolari: per esempio, la miscela di ginepro, lavanda e maggiorana è considerata ottima per chi ha disturbi del sonno.
Come usarli
Per favorire un riposo ristoratore gli oli essenziali possono essere utilizzati in modi diversi. Ecco quali:
una goccia sul guanciale o sul colletto e sui polsi del pigiama o della camicia da notte;
una goccia su un cuscinetto riempito con erbe aromatiche, da tenere sul comodino;
qualche goccia nel contenitore dell’acqua appeso al termosifone, in inverno;
qualche goccia negli appositi bruciatori, nel pot-pourri o vicino allo stoppino della candela che li diffonde con il suo calore moderato e continuo;
diluiti nell’acqua del bagno o direttamente nel bagnoschiuma che usate per la doccia della sera;
nella bacinella dove fate il pediluvio;
nella tisana della buonanotte: scioglierne una o due gocce in poco miele.
Come conservarli
Meglio comprare una boccetta piccola per avere gli oli sempre freschi e, quindi, più efficaci (l’ideale sarebbe consumarli entro un anno). Dopo l’uso, chiudete bene la confezione e conservatela lontano da fonti di luce e calore. E, soprattutto, comprateli in erboristerie di fiducia per avere la garanzia che siano naturali e puri e non allungati (per esempio, la parola essenza non è sinonimo di essenziale). Usateli sempre diluiti e non esagerate con le dosi: a volte basta una sola goccia.

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