
Siamo a Jena nel 1929: Hans Berger, misurando con un galvanometro a corda la tensione esistente tra 2 ellettrodi applicati al cranio di un paziente, esegue il primo elettroencefalogramma umano.
Qualche anno più tardi, nel ’34, due scienziati di Londra, Adrian e Matthews, ripetono l’esperimento e confermano le conclusioni del collega. E’ così che nasce uno strumento essenziale per lo studio dell’attività cerebrale.
Grazie all’elettroencefalogramma siamo in grado di sapere che quando siamo svegli il nostro cervello emette onde Beta, ovvero onde che hanno una frequenza di 15 cicli al secondo, mentre quando dormiamo emette onde di tipo diverso (alfa, delta, teta) che si avvicendano secondo una precisa sequenza che dura circa 90 minuti e che si ripete ciclicamente per tutta la durata del sonno.
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